I forconi di Rajoy
L’ondata di manifestazioni di protesta, per la verità non particolarmente efficaci, neppure ieri nella capitale, che si svolgono in questi giorni provoca reazioni che ondeggiano tra forme di “comprensione” e condanne preventive che, in base a una presunta connotazione “di destra” di alcune delle sigle che indicono raduni forconisti, si appellano a presunti rischi per la democrazia.
10 AGO 20

L’ondata di manifestazioni di protesta, per la verità non particolarmente efficaci, neppure ieri nella capitale, che si svolgono in questi giorni provoca reazioni che ondeggiano tra forme di “comprensione” e condanne preventive che, in base a una presunta connotazione “di destra” di alcune delle sigle che indicono raduni forconisti, si appellano a presunti rischi per la democrazia. Quel che colpisce è una curiosa tendenziale inversione delle posizioni: la sinistra, che tradizionalmente da sempre sostiene che prima della repressione e della difesa dell’ordine bisogna capire le motivazioni sociali delle proteste, ora lascia queste tesi alla destra che, a sua volta, sembra aver abbandonato le antiche coordinate di “legge e ordine”. L’ordine pubblico è un bene prezioso che va salvaguardato, con prudenza, senza machismi ma con la necessaria fermezza. Vale la pena prendere in considerazione l’esperienza della Spagna, paese afflitto da una crisi altrettanto grave della nostra (il dato sulla disoccupazione è doppio di quello italiano) che ha dato luogo a vasti movimenti di protesta, da quelli sindacali a quelli degli “indignados”. Il governo spagnolo ha retto, ha difeso il Parlamento dagli assedi e ora ha varato una legge che fa pagare una multa salatissima a chi vuole assalire le sedi delle istituzioni democratiche. Questa fermezza di Mariano Rajoy, che solo su Repubblica viene bislaccamente fatta risalire a una radice franchista, ha portato effetti positivi, i crimini sono scesi e il comportamento dei manifestanti, a giudizio del capo della polizia Ignacio Cosidò, sta recuperando “un senso di responsabilità… da sottolineare”. Servirebbe anche a Roma una politica concreta come quella di Rajoy, o no?